Batterista, insegnante e produttore, Teo Marchese si avvicina alla musica durante il Liceo. E’ diplomato al C.P.M di Milano, ed è ideatore insieme al chitarrista Carlo Sinigaglia, del progetto di musicoterapia “Musica e relazione”. Da questo progetto è nato un libro “Il giorno in cui abbiamo inventato l’acqua calda dove Teo è autore insieme allo stesso Sinigaglia.
Lo abbiamo intervistato per conoscerlo meglio e per sapere cosa succederà durante la Clinic “Battere il levare”che terrà il 12 Novembre presso l’associazione Ritmi di Cecina.

  • Chi è “Teo” Marchese?

Dunque , sono un tizio che si annoia a stare fermo e ha scoperto che deve sempre andare dove ci sono cose che gli fanno paura.
Per cui diciamo che nell’ordine sono batterista , percussionista e produttore. Ho avuto due etichette e una casa editrice. Per 15 anni ho avuto uno studio di registrazione e adesso faccio il musicoterapeuta e lavoro con l’handicap e il disagio giovanile . Negli ultimi due anni mi occupo di prevenzione della dispersione scolastica nell’istruzione superiore. Mi piace l’essere umano e il suo percorso di crescita.

  • Quando hai scoperto la passione per la musica?

Credo che la musica mi sia sempre stata vicina , ma mi son detto che volevo suonare solo intorno ai 17 anni. Menzione d’onore per la mia professoressa di musica alle medie che mi ha fatto “vedere” la musica.

  • Descrivi la parola Musicista e la tua visione di questo lavoro..

Musicista e’ un attributo del tuo essere. Ho conosciuto musicisti che non suonano. Respirano e parlano. Quello che dicono è musica. Credo che il musicista sia un esperto di relazione. Con se e con gli altri. Per cui non credo si possa definire un lavoro. Il lavoro ti da da mangiare , la musica ti aiuta a scoprire sempre di più il tuo essere. Il fatto che poi si guadagni credo sia secondario. O almeno per me. Sara’ che sto invecchiando ma considerare l’essere musicista un lavoro mi sembra più un cercare di essere capiti dai “babbani” che una vera esigenza di chi suona.

  • Parlando con Matteo D’ignazi, un amico che abbiamo in comune,  ho scoperto che pratichi la filosofia buddista. Come influisce sul tuo essere musicista?

Respirare e’ tutto. Anche quando suoni, soprattutto quando suoni.
Non perderti nel flusso dei pensieri è molto importante, non pensare a quello che è accaduto ieri o al domani è importante, sbarazzarti il piu’ possibile dell’ego è importante, vivere profondamente radicato nel momento che stai vivendo è importante. Nella vita come nella musica.
Il buddismo fornisce gli strumenti per imparare a vedere davvero. Ovviamente non solo il buddismo, ma questo e’ il “veicolo” che ho trovato io.

  • Due sogni nel cassetto…

Mi piacerebbe molto essere piu’ bravo ad aiutare.
Mi piacerebbe farmi una suonata con Jovanotti e Saturnino.

Cos’è “Battere il Levare”? Il 12 Novembre sarai ospite dell’associazione “Ritmi” in veste di didatta. Raccontaci qualcosa..

Ho pensato a una clinic sul soul/funk/ e hip hop perché sono generi musicali ancora poco studiati (almeno qui da noi). Mi sembrano stili importanti perché sono situazioni dove la disciplina è importantissima. Poche cose suonate con consapevolezza. L’hip hop è il nipotino del jazz e del blues, la loro evoluzione. Permette a tutti di esprimersi ed è facile da imparare ma difficile da padroneggiare. Serve prendersi la responsabilita’ di ogni cosa suonata senza buttare via nulla. Non da ultimo mi spiace che mentre noi stiamo ancora cercando di decidere sei i dj suonino o meno e la musica elettronica sia veramente musica, nel resto del mondo generazioni di musicisti giovani stanno esprimendo se stessi in maniera libera.
Sono molto contento che Matteo (direttore dell’associazione) mi abbia invitato dandomi l’occasione di portare una visione della musica, che puo’ fare bene ai ragazzi che studiano. Oggi l’ipertrofia musicale sta diventando un problema, soprattutto per chi studia. Genera mostri. Continui a sentirti sfigato perché ti paragoni ai video di youtube e cerchi di diventare sempre piu’ bravo. Diventa una gara. Ma la musica non lo è . Quindi invece di essere felici si diventa frustrati. Io propongo una sorta di dieta dimagrante per batteristi. Meno note e piu’ felicita’.

Teo Marchese è endorser delle batterie LeSoprano, Diril Cymbals, bacchette ProMark e pelli Evans.


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Sito web Teo Marchese 

Per saperne di più sul progetto di musicoterapia “Musica e relazione” http://www.musicaerelazione.com/

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