ACQUA ALTA A VENEZIA
 è il secondo disco per la band siciliana Nadiè , prodotto da Terre Sommerse / La Chimera Dischi, uscito a Febbraio 2017.

“Dovremmo sentirci offesi tutti / come bandiere a mezz’asta” sono le parole che chiudono come una specie di sigillo il nuovo lavoro della band che definisce il progetto come un disco rock sulla rabbia. Un sentimento sempre meno frequentato nella musica indipendente italiana, soprattutto come possibilità costruttiva e disvelante, che qui viene spurgata in dieci canzoni cariche di tensione, alla stregua di flussi elettrici in cui immergersi ed uscire purificati.

“Conigli” è la traccia che apre il disco, con una chitarra acustica accompagnata da un rumore dolce e tagliente che introduce la voce di Giovanni Scuderi. E’ un brano semplice e diretto, che racconta una storia come tante, ricca di colori e frasi sparse. E’ forse il coniglio l’emblema di un Italia abbandonata alla televisione e ai social network?

Scuderi, ha una voce molto ruvida, che ricorda molto la sonorità della band di Manuel Agnelli (Afterhours), ma che già nella seconda traccia “In discoteca” rilancia lo spirito indie rock dei Nadiè, diverso sotto tanti aspetti dagli stessi Afterhours.

E’ una scrittura non facile da seguire, testi ricchi di immagini istantanee, che si susseguono e che delineano al meglio lo stivale e i suoi problemi, come nel caso di “Solo in Italia si applaude ai funerali” dove “l’interesse verso l’auto” rivolge forse un pensiero alla FIAT e dove il refrain descrive il nostro periodo storico Italiano.

“La bionda degli ABBA” è la prima ballata del disco, ed insieme a “La breve esistenza di un metallaro”, che dalle armonie iniziali ricorda molto il sound dei Pink Floyd nelle loro caustiche e vivide riflessioni in musica tra psichedelia e colori immaginifici, lascia intravedere la grande capacità dei Nadiè a livello compositivo.

La title track “Acqua alta a Venezia” è un testamento di ricordi di gioventù passate e che oggi non rivedremo mai ripetersi. Il futuro è il problema maggiore, vivere qui ed ora non basta ai tanti e come racconta Scuderi le nostre vite si sdoppiano troppo spesso, finendo per farci diventare sempre più cattivi e senza scrupoli.

“Gli sposi” ricorda molto le ritmiche di certi brani di Nick Cave, un po’ Dark un po’ liberatrici.

“Fuochi” ha forse il sapore del brano salvificatore, quel brano che i vecchi giovani ascoltatori di dischi, cercavano tra le tracce, grazie alla chitarra acida che fin dall’inizio e ad ogni fine strofa ti salva dai tuoi peccati e rende l’anima a chi sa gestirla meglio di te.

“Bandiere a mezz’asta” chiude un disco ricco e ben organizzato, capace di regalare un emozione diretta, come succedeva con i vecchi dischi anni 90′.

Un disco cattivo, un lavoro frontale, senza traiettorie oblique, lasciando che siano le metafore cariche di sarcasmo e l’impatto di bpm accelerati, chitarre abrasive, ritmiche incalzanti ed effetti sui pedali a generare una convulsione capace di travolgere l’ascoltatore e amalgamare ogni singolo brano.

La necessità dell’essere protagonisti fino in fondo, come una volta (il disco è tutto  “suonato” con una volontaria essenzialità strumentale basso-chitarra-batteria-tastiere, senza pattern elettronici e special guest, registrando in pochi giorni a tracce separate ma con un’attitudine live in studio derivante dal lungo rodaggio sui palchi delle canzoni, che nel cassetto erano più di cinquanta).

Ogni brano è un episodio di vita vissuta, una storia a sé, uno squarcio di verità più o meno onesta, come tessere di un mosaico che si poggiano l’uno con l’altro per creare un personaggio centrale, un corpo di b
ambino con un volto a testa di coniglio (come nella copertina) che ti fissa senza espressione. A questa figura i Nadiè rispondono con uno sguardo impietoso, in cui la rabbia diventa denuncia e sbeffeggiamento, non evitando “sentenze” che spesso nascondono anche una ferma auto
critica.

Un disco da ascoltare dall’inizio alla fine, tutto d’un fiato.

retrocopertina

Nel disco hanno suonato :

Giovanni Scuderi: voce, chitarra elettrica ed acustica, piano, basso

Vincenzo Battaglia: piano, synth, theremin, efx


Alfio Musumeci: batteria

Gianpiero Leone: basso

Francesco Gueli: chitarre

Prodotto da Giovanni Scuderi

Registrato presso DigVintage Studio di San Pietro Clarenza (Catania)

Testi e musiche: Giovanni Scuderi


Arrangiamenti: Nadiè


Hanno partecipato alla sessione di registrazione:

Salvo Randazzo e Vito Germenà (vi
olino), Sunah Choi (violoncello)

Mixato da Luigi Scuderi e Vincenzo Battaglia

Masterizzato da Giovanni Versari presso La Maestà Mastering di Tredozio (PG)

Artwork di Gianpiero Leone

Foto album: Fotolia

Registrazioni addizionali: Giovanni Scuderi e Vincenzo Battaglia Home Session


Link
http://www.nadieofficial.com
https://www.facebook.com/nadieband

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...