E’ uscito a Febbraio 2017 l’ultimo lavoro del cantautore veneto Alberto Molon Hanno ragione tutti prodotto da Martino Cuman (Non Voglio Che Clara) . L’album raccoglie undici canzoni di songwriting pop-rock apparentemente classico, fra brani ironici, altri più interiori e sentiti, altri ancora capaci di delineare con poche parole delle situazioni che tutti abbiamo vissuto almeno una volta nella vita.
Molon è un cantautore che ama il primo Vasco Rossi e in generale le cose migliori del pop italiano degli anni ’80. A ciò unisce la sua passione per gli U2 (vedi l’ironica traccia di apertura “Volevo essere The Edge”), per i Beatles e per David Bowie, effervescenze di uno spirito blues-soul che talvolta fa capolino qua e là. Ma la sua scrittura ha anche la stessa indole dei migliori cantautori pop mainstream degli ultimi anni, gente come Mario Venuti o Max Gazzè, da cui Alberto riprende non un’influenza diretta ma una visione del pop nobilitata, che non tralascia mai di essere leggera e immediata.

Noi di Storie di Musica lo abbiamo intervistato per voi…

1.Come nasce artisticamente Alberto Molon?

Mi sono avvicinato alla musica all’età di 13 anni, quando i miei genitori mi regalarono una chitarra… poi la mia passione si è evoluta spontaneamente. All’epoca ascoltavo tantissimo i Queen ed ero colpito dalla varietà di stili delle loro canzoni e mi ero riproposto di scrivere da subito qualcosa di mio. Ci ho provato, ci sono riuscito, affinando pian piano la mia capacità di scrittura. Intorno alla metà degli anni ’90 ho formato una band, The Dickers, e suonavamo i miei pezzi… io ero il chitarrista. Agli inizi del 2000 siamo passati all’italiano, collaborando con il cantautore Massimo Bubola e siamo diventati i Corvi Parlanti. Aver collaborato con lui mi ha fatto fare un salto in avanti a livello di scrittura. Ho poi abbandonato la musica fino al 2012, quando mi sono determinato a riprendere varie canzoni che avevo nel cassetto, a scriverne altre e ad intraprendere una carriera di cantautore, io, da solo, con le mie canzoni. E nel 2013 sono uscito con il mio primo album “Sto bene anche se”, a cui ha fatto seguito nel 2015 “Soddisfection” e ora “Hanno ragione tutti”. E credo di aver tenuto fede al mio credo iniziale, ovvero proporre tante cose varie, mai la stessa canzone.

2. Il titolo del tuo ultimo lavoro discografico “Hanno ragione tutti” a cosa si riferisce?

Si riferisce al fatto che oggi ognuno può dire quel che vuole, vero o falso che sia: non è più possibile stabilire chi ha ragione e chi no, come ci hanno abituato, per fare un esempio, i dibattiti politici in televisione, in cui si sparano verità contrapposte senza la possibilità di appurarne la veridicità, oppure, che so, le famose “bufale” su Facebook, oppure le teorie complottiste su questo o quell’evento. E’ tutto un gran “minestrone”. E, come dico nella canzone “Hanno ragione tutti”, “chi se ne frega dell’onestà”: sì, perché alla fine, non va dimenticato che spetta a chi parla, a chi diffonde una notizia appurare inizialmente che quanto si afferma sia vero, corretto, onesto, morale… se ci fosse questo “controllo qualità” da parte di tutti noi, forse si vivrebbe in un mondo migliore.

3. Come scrivi le tue canzoni? Hai un rituale di ricerca per i tuoi testi?

Scrivo “con la chitarra in mano”. Di solito parto da uno spunto musicale e poi associo il testo alla musica. Lo spunto testuale a volte ce l’ho già, nel senso che mi sono annotato un qualche argomento o un ritornello su cui vorrei scrivere una canzone. E poi, quando trovo uno spunto musicale interessante, riprendo qualche idea di testo di quelle annotate e la porto avanti, sviluppandola.
Non mi capita mai di scrivere un testo dall’inizio alla fine per poi metterlo in musica successivamente.

4. Due sogni nel cassetto…

…restando a quelli musicali, vorrei che la mia musica avesse la possibilità di essere conosciuta da più persone, vorrei un seguito più nutrito di ascoltatori affezionati, cosa che risulta difficile avere, a me come ad altri artisti del mondo underground. D’altra parte la musica è una forma di comunicazione e nel mio caso vuole parlare a molti.
E allora, come secondo sogno, visto che sono di Verona, perché non un bel concerto in Arena, ah ah!

5. Hai altre passioni oltre alla musica?

Se mi dici passioni, ritengo tu non ti riferisca a semplici svaghi, che comunque amo, tra cui farei rientrare cinema e altro, ma qualcosa che mi “infiamma” di più: dico il tennis, giocare a tennis, guardare il tennis… non per niente nella copertina di “Hanno ragione tutti” ho inserito anche la forma stilizzata di Roger Federer!


Link

https://www.facebook.com/AlbertoMolon
http://http://www.albertomolon.com

 

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